Fondata intorno al 529 da san Benedetto da Norcia, è considerata la culla della congregazione benedettina e uno dei più importanti complessi monastici d'Europa per storia, architettura e biblioteca.
Distrutta e ricostruita più volte — l'ultima grande ricostruzione seguì il bombardamento del febbraio 1944 — oggi è meta di pellegrinaggio e custode di un vasto patrimonio archivistico e artistico.
Galleria fotografica

L'abbazia di Montecassino domina la valle del Liri.

La navata principale della basilica abbaziale.

Vista dalla Rocca verso la valle del Liri.
Fondazione e ruolo storico

San Benedetto scelse il Monte Cassino per fondare un cenobio che unisse preghiera, lavoro e studio. La regola monastica elaborata qui influenzò l'organizzazione religiosa e culturale del Medioevo europeo.
L'abbazia ospitò scriptorium e biblioteca; autori come Paolo Diacono vi lavorarono. Fu centro di potere temporale e riforma spirituale, spesso coinvolta negli equilibri tra papato, impero e regni meridionali.
Distruzioni e ricostruzioni

Nel 577 i longobardi raseranno al suolo il monastero; fu ricostruito in epoca carolingia e ampliato nei secoli successivi. Nel 1349 un terremoto causò gravi danni.
Durante la seconda guerra mondiale, il 15 febbraio 1944, un bombardamento alleato colpì l'edificio, provocando un crollo generalizzato. La ricostruzione filologica, completata negli anni Cinquanta, restituì al sito la sua funzione religiosa e monumentale.
Patrimonio e gestione

Dal 2014 il patrimonio storico-artistico è gestito dal Ministero della cultura (oggi Direzione regionale Musei del Lazio). Il complesso include basilica, chiostri, museo e cimitero, con vista panoramica sulla valle del Liri.